Premiazione 2ª edizione

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Domenica 7 giugno ha avuto luogo la premiazione delle opere partecipanti alla 2ª edizione del Premio Letterario Umberto Bozzini – Città di Lucera.

Di seguito i nomi degli autori e delle autrici, con i titoli delle opere premiate e le motivazioni della Giuria.

Un sentito ringraziamento a quanti hanno voluto partecipare e in particolare a quanti hanno generosamente contribuito e collaborato per la buona riuscita dell’evento. Arrivederci alla prossima edizione.

FOTO  2ª ed.

VIDEO1 Mostra

VIDEO2 Premiazione

 

 

Sezione Teatro

1  Dileo Giulio – Riflesso in uno specchietto retrovisore – (Cerignola/FG)

2  Zecchillo Luca – Incontenibile smania di successo – (Canosa di Puglia/BAT)

3  Nessuno

Sezione Narrativa

1  Martire Annarita – Gabbie – (Lucera/FG)

2  Toppetta Alessandra – Perdono– (Anzio/RM)

3  Gelsi Nicole – Oltre il viaggio – (Casalnuovo Monterotaro/FG)

Sezione Poesia

1  Fontana Giusi – Campania felix – Lucera (FG)

2  Esposito Stefania – Di sotto in su – Montesilvano (PE)

3  Martire Annarita – Barbablu – Lucera (FG)

 

VALUTAZIONI ELABORATI VINCENTI SECONDA EDIZIONE PREMIO BOZZINI – 2015

TEATRO

“Riflesso in uno specchietto retrovisore”  (Giulio Di Leo – Cerignola)

Il monologo intende esprimere in modo alquanto originale un aspetto della condizione esistenziale attuale: quello in cui il protagonista avverte e vive una profonda solitudine. Il testo si pone sulla linea di un approccio problematico alla condizione dell’uomo moderno raccontando un vissuto notturno in cui la disperazione dell’abbandono si accentua nella mancanza di interlocutori che da ombre riescano a configurarsi come esseri viventi. Lo scritto si inserisce in un contesto drammaturgico di evidente modernità.

“Incontenibile smania di successo”  (Luca Zecchillo – Canosa di Puglia)

Il testo affronta un tema di grande attualità, quello dell’ossessione dell’emergere, del raggiungere il successo ad ogni costo. L’autore mostra capacità di costruzione dell’azione drammaturgica mettendo insieme una serie di colpi di scena, talvolta al limite della credibilità, che rendono accattivante la trama. Si coglie anche una certa buona caratterizzazione dei personaggi, anche se una certa prolissità allenta talora  la tensione drammatica.

NARRATIVA

“Gabbie”  (Anna Rita Martire – Lucera)

Il  racconto è ambientato nella nostra terra: la Daunia. Esso esprime in modo efficace alcuni spunti della complessità della vita, facendo riferimento al profondo disagio esistenziale che giunge fino ad un vero e proprio disturbo della personalità. In un maggio che esplode con le sue diverse vitalità, si descrive l’esperienza psicotica ed il conseguente senso di impotenza e di isolamento a cui è condannato il protagonista, costretto com’è nella sua gabbia fisica e psichica.

“Perdono”  (Alessandra Toppetta – Anzio)

Racconto breve e piuttosto incisivo, di intenso valore psicologico, in cui il rapporto con il padre si concretizza in una serie di ricordi e di riflessioni, al termine dei quali si colloca un risvolto morale e di compiuta riappropriazione degli affetti attraverso  una superiore capacità di reciproco perdono.

“Oltre il viaggio”  (Nicole Gelsi – Casalnuovo Monterotaro)

Lo scritto racconta  il valore di una amicizia colto in un frammento di vita. La nascita del sentimento si incardina e rafforza in un singolare rapporto basato sull’uso assiduo ed esclusivo dei modernissimi strumenti di comunicazione a distanza. Nel testo il filo conduttore sembra essere una sequenza numerica; i numeri scandiscono, infatti, quasi cabalisticamente i singoli episodi, sostituendone  i lemmi con una vera e propria simbologia numerica, la quale si trasforma in relazione significativa con i momenti fondamentali della esistenza della protagonista.

POESIA

“Campania felix”  ( Giusi Fontana – Lucera)

La poesia è una felice enunciazione del sentimento del ritorno vissuto come emozione della scoperta, per l’occasione quella  di un sud non più fermo su modelli culturali stereotipi. Un senso epico della descrizione irrobustisce la liricità mentre la contrapposizione tra i paesaggi viene risolta ed insieme sublimata da una superiore sensibilità. Ottimi i risultati ottenuti grazie ad un ben vigilato linguaggio, quotidiano ed autentico.

“Di sotto in su”  (Stefania Esposito – Montesilvano)

Poesia in cui una singola parola diviene endecasillabo. Questo passaggio è in una metafora, quella  del movimento degli occhi verso l’alto, atto a significare e a riscoprire parole non dette e sguardi non corrisposti in una intera stagione per quanto breve ed acerba. In sintesi esprime il sentimento, sottilmente drammatico, del tempo perduto, delle occasioni mancate, radici dell’inquietudine più diffusa se non proprio dell’infelicità.

“Barbablu”  (Anna Rita Martire – Lucera)

La composizione vuol essere ed è una vivace ed aperta denuncia della condizione femminile. Attraverso  i versi, di originale costrutto e dai ritmi impostati con accorta successione, si descrive mediante una compiuta allegoria la subìta violenza quotidiana della prevaricazione e del possesso maschili. Da cui si preannuncia non lontano l’affrancamento, freddamente preparato.

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