PREMIAZIONE 3ª edizione

PREMIO LETTERARIO NAZIONALE UMBERTO BOZZINI- Città di Lucera

 

premiobozzini1Si è conclusa, sabato 4 giugno, la 3ª edizione del Premio Letterario Nazionale Umberto Bozzini – Città di Lucera. 

La premiazione dei vincitori si è svolta in una cornice di grande partecipazione cittadina e in un’atmosfera che si è voluta consona alla brillantezza della memoria e delle tematiche d’arte. 

Un caloroso ringraziamento a collaboratori e collaboratrici, a quanti e quante hanno voluto offrire il loro contributo e il loro sostegno per la riuscita dell’evento.

Seguono le opere e i nomi dei vincitori, con le motivazioni, e la relazione del prof. Paolo Emilio Trastulli per la Giuria.

SEZIONE TEATRO

I SEPOLTI VIVI di Maurizio TARDIO (Foggia)

Anche se la stesura del testo sembra più adatta alla realizzazione di un documentario audiovisivo, il suo valore come copione teatrale si coglie ed evidenzia,  comunque,  sia nella scrittura, puntuale e bene adeguata al tema, sia nel soggetto, in sé stesso drammatico, abilmente ed agilmente sviluppato.

CIRCUS IN FABULA di Adriana COLETTA (Castellana Grotte)

Il testo, nella sua strutturazione, testimonia insieme efficace pratica della scena e della scrittura per il teatro, poste qui al servizio di una favola destinata ai piccoli. Per di più il Circo implica naturalmente sovrapposizione (e quasi “con-fusione”) di personaggi, suoni e colori; quell’affollamento – cioè –  che il testo proposto offre con piena evidenza, aggiungendo quel previsto e contestuale coinvolgimento del pubblico (moderno strumento di successo) a cui formalmente si ricorre come elemento unificante. Il copione proposto risulta convincente e gradevole anche per l’incalzare dell’azione che tiene ora vivo l’interesse del lettore e certamente del pubblico nel momento della realizzazione scenica,  così come metterà di certo a dura prova l’impegno del regista.

APPARENZE di Stefano PALMUCCI (San Marino)

Smaliziata e non superficiale esperienza di teatro moderno (scrittura e palco-scenico), soprattutto quello detto dell’assurdo, mostrano di essere alla base del complesso dei testi inviati, tessuti tutti da intelligente e talora rarefatta ironia, che sembra  prendersi gioco anche dello spettatore, a cui implicitamente si ricorda l’incomunicabilità quasi metafisica, la futilità stessa dell’esserci e l’impossibilità di coglierne comunque senso e significato ultimi. Se, pertanto, l’azione scenica tradizionale risulta di fatto assente, è la dialettica situazionale pensiero-logica e il suo contrario a rappresentare qui il sottile motivo drammatico (senso/non senso) di cui vive l’esistenza contemporanea. Qualche eccesso di originalità intel-lettualistica poco toglie al favorevole unanime giudizio meritamente dato al lavoro.

 

SEZIONE PROSA

LETTERA PRIMA di Antonio DEL DUCA (Lucera)

Il tradizionale tema dell’incomprensione non solo generazionale e della quasi inevitabile incomunicabilità tra padre e figlio è qui trattato con molta delicatezza e con sentimenti di rimpianto per quel che non è stato e che poteva, anzi avrebbe dovuto naturalmente essere. Affidando l’ipotetico colloquio alla pagina, scritta si direbbe per sé, come a futura e segreta memoria, la sua scoperta inattesa si fa rammarico dolente ed insieme dolce, nuovo ed insperato legame d’affetto. Bene espresso in questa prosa intimistica capace di coinvolgere il lettore non solo sul piano emotivo.

QUEL FATTACCIO DI PIAZZA LANZA di Francesco BARBARO (Lucera)

Convincente e documentata ricostruzione – tra cronaca e storia – di un noto delitto a sfondo ideologico-sindacale avvenuto a Foggia nel primo Novecento, il breve saggio si fa leggere con sincero interesse, confermando nell’autore sicura familiarità con la ricerca storiografica e capacità di presa di una scrittura ancorata prevalentemente ai fatti ed insieme agilmente matura nella loro intelligente descrizione.

IL TACCO E IL FEZ di Massimiliano MORELLI (Bari)

Scritto con intelligente ironia, bel garbo, estro innegabile e vivace fantasia, il racconto, che inventa un improbabile evento sportivo a Foggia nell’immediato anteguerra, avvince facilmente il lettore con una prosa di sapiente tessitura posta al servizio di una struttura narrativa abilmente progettata e sviluppata, qualità che denotano anche una pratica narrativa sicura e sperimentata, oltre che una disinvolta confidenza  con la brillante pagina scritta di agile taglio giornalistico.

 

 SEZIONE POESIA

(Primo Premio non assegnato)

IL MARINAIO MGA di Gabriele PATRUNO (Lucera)

Anche se risulta percepibile l’eco – sia pure lontana – di musicali storie di mare già note, è proprio il suo ritmo di ballata che fa recuperare alla composizione una qualche propria originalità e dignità formale, rendendola degna di attenzione; quasi testo di un paroliere in attesa di una opportuna  strumentazione del brano.

IL FILO DEI RICORDI di Domenico NAVA (Reggio Calabria)

Il testo convince per una certa atmosfera metafisica di cui esso sostanzialmente vive e per una sua chiara e sottile musicalità; caratteri che insieme danno consistenza alle immagini ed attivano non occasionali legami, quelli da cui nascono – per l’interiore ripiegamento esistenziale che le sostiene – anche alcune apprezzabili vibrazioni emotive.

 

PREMIO LETTERARIO NAZIONALE “U. BOZZINI” – CITTA’ DI LUCERA

EDIZIONE 2016

Relazione

Come da convocazione, la Giuria del Premio Letterario Nazionale “Umberto Bozzini – Città di Lucera” – Edizione 2016 –  si è riunita sabato 7 maggio 2016 alle ore 11 nei locali di Palazzo D’Auria Secondo (gentilmente concessi) per procedere all’esame ed alla valutazione collettiva dei lavori pervenuti entro i termini del bando  nelle tre sezioni del Premio e stabilire conseguentemente le rispettive graduatorie.

Risultano assenti – tutti diversamente giustificati – Raffaele Nigro, Presidente, e Michele D’Ambrosio, componente della Giuria, oltre a Valter Montepeloso, segretario della presente edizione del Premio. Presenti: Francesco De Martino, Falina Martino Marasca, Lucia Anna Modola, Paolo Emilio Trastulli e Giuseppe Trincucci, segretario della Commissione giudicante.

Oltre cento sono stati i lavori complessivamente pervenuti: 7 nella sezione Teatro; 21 nella sezione Prosa; 79 nella sezione Poesia. I commissari presenti sono stati concordi nel sottolineare come, delle tre sezioni previste dal Premio, quella i cui contributi sono apparsi mediamente migliori per qualità di sostanza e di forma è risultata la sezione dedicata alla Prosa, mentre nella sezione della Poesia si è notata la presenza di lavori generalmente inferiori alle attese. Più numerose, per altro, ed anche più convincenti rispetto alle scorse edizioni, le opere presentate quest’anno nella sezione Teatro.

La Commissione ha svolto i lavori di selezione tenendo presenti le diverse situazioni createsi in relazione alla serietà, dignità e prestigio del Premio, da preservare sempre e comunque; pertanto è giunta alla unanime determinazione di non procedere quest’anno all’assegnazione del primo premio nella sezione della Poesia; più facile ed agevole, invece, è risultata la compilazione della graduatoria dei primi tre classificati nelle altre due sezioni. Vista l’unanime decisione di non assegnare il primo premio per la Poesia; dopo ampia discussione ed analisi spassionata, si è deliberato di attribuire in questa sezione il secondo posto alla poesia “Il filo dei ricordi” ed il terzo a “Marinaio MGA“; per la Prosa il primo posto è stato assegnato al racconto “Il tacco e il fez“, il secondo al saggio “Quel fattaccio di piazza Lanza” e il terzo alla prosa di memoria “Lettera prima“; questi infine i risultati per il Teatro: il primo posto è andato alla suite “Apparenze“, il secondo all’atto unico “Circus in fabula“, il terzo al testo dal titolo “I sepolti vivi“. Tutti i giudizi sono stati espressi all’unanimità.

Si è infine proceduto alla individuazione degli autori, che sono risultati come di seguito viene indicato:

Sezione Teatro: 3°.- Maurizio Tardio di Foggia; 2°.- Adriana Coletta di Castellana Grotte; 1°.- Stefano Palmucci di Falciano (Repubblica di San Marino); sezione Prosa: 3°.- Antonio Del Duca di Lucera; 2°.- Francesco Barbaro di Lucera; 1°.- Massimiliano Morelli di Bari; sezione Poesia: 3° Gabriele Patruno di Lucera; 2°.- Domenico Nava di Reggio Calabria.

Menzioni speciali 2016

Quanto ai riconoscimenti accessori, la Menzione speciale Pia Appolloni Figliola (che a Lucera ha dedicato la sua vita e donato parte dei suoi beni) è stata conferita a Pina Petracca di Lecce “per la uniforme ed evidente buona qualità delle composizioni poetiche inviate”;

la Menzione specialeLucio La Cava” (amantissimo della sua città natale, umanista di notevole finezza e scrittore di garbo) a Paolo Maria Borsoni di Ancona “per la prosa Una parola, un’idea, piuttosto originale nella scelta del tema e nel suo sviluppo, sorretto – quest’ultimo –  da una scrittura efficace”.

La Commissione giudicatrice della presente edizione del Premio non può fare a meno di rilevare che anche dopo quest’ultima esperienza si rende opportuno ed inderogabile condurre una seria, serena ed approfondita riflessione per giungere alla individuazione di quegli interventi necessari ad ovviare – mediante l’introduzione di appositi filtri ed intelligenti innovazioni procedurali – sia al persistente invio di lavori di livello dilettantesco e/o generalmente scadenti o modesti, sia a consentire la più qualificata e geograficamente sempre più ampia (nazionale, se non proprio internazionale, come pure auspicabile) partecipazione all’evento.

Per la più sicura fortuna del Premio, va infine ricordato, e non si può non ripeterlo qui ancora una volta, occorre sollecitare ulteriormente la collaborazione non solo formale dì tutte le istituzioni pubbliche, non meno che l’incremento mai del tutto sufficiente del sostegno privato, specialmente in una delicata fase storica della Città, segnata com’è da una profonda crisi del suo ruolo socio-politico e conseguentemente economico che può essere recuperato solo e soprattutto sostenendo, ed anzi naturalmente accentuando quello – di plurisecolare tradizione, del resto – che può definirsi  il riconosciuto primato culturale di Lucera. Del quale il Premio Bozzini può e deve risultare – per sicuro prestigio – uno degli eventi trainanti e peculiare espressione.

Per la Giuria, Paolo Emilio Trastulli

 

 

manif_bozzini1_2016

manifesto 2016

 

programma-interno 2016-

programma-esterno 2016

pieghevole 2016

 

Impressioni e commenti pervenuti

Spett.le Direzione del Premio Bozzini,

sono appena rientrato da quattro giorni di ferie che mi sono concesso in occasione della cerimonia di premiazione del Premio Bozzini 2016.

Scrivo queste due righe per ringraziare sentitamente per la serata che mi è stato concesso di trascorrere. Una cerimonia molto ben curata, interessantissima, e ottimamente organizzata. Colgo l’occasione per rinnovare i miei ringraziamenti di cuore alla qualificatissima Giuria. Sinceramente, dopo avere letto i curricula dei giurati, mai avrei pensato di poter vincere il primo premio. I loro percorsi culturali mi parevano molto lontani dalla vena di sottile ironia con la quale, attraverso il mio lavoro sul teatro, sono solito guardare il mondo. Evidentemente l’intelligenza, la sensibilità e – perché no? – il coraggio dei valorosi giurati ha permesso di conseguire il risultato che ne è scaturito.

Un altro ringraziamento, ma è più un incoraggiamento, mi sento di farlo alla Associazione Mythos, per l’organizzazione di questo prestigioso Premio. Vorrei esortarli sulla strada intrapresa. Ho partecipato al Concorso anche perché sono un convinto estimatore di quel periodo storico così ben rappresentato nel corso della serata che è il primo novecento. Trovo che il teatro Italiano (in particolare quello più proprio del mio settore, cioè della commedia) abbia conosciuto una età molto importante che oggi spesso è misconosciuta o negletta. Ci sono stati autori eminenti che hanno scritto commedie strepitose (mi riferisco a Aldo De Benedetti, Emilio Caglieri, Sam Benelli, in Puglia Nicola Manzari, ecc…) eppure oggi nei cartelloni dei principali teatri sono programmate opere di Feydeau, di Labiche, di Hennequin, che sono coevi francesi dei nostri altrettanto bravi autori italiani.

Quindi bene fa, l’Organizzazione del Premio Bozzini, a continuare la propria opera di valorizzazione del talento Lucerano, Umberto Bozzini, altrimenti destinato a un immeritato oblio. Da “straniero” (in quanto sono sammarinese) non posso che encomiare il vostro impegno nella tutela e valorizzazione del patrimonio culturale italiano.

Il premio che mi è stato conferito ha avuto notevole riscontro in Patria, ne ha parlato la Tv di Stato sammarinese, nonché varia stampa locale, tanto che questa mattina si è personalmente complimentato con me persino il mio salumiere.

Nella viva speranza di rincontrarci in occasione dei prossimi premi Bozzini, colgo l’occasione per porgere a tutti voi i miei migliori saluti

Stefano Palmucci  08/06/’16

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Colgo con piacere la richiesta di esprimere un mio personale parere circa la passata premiazione del Premio Bozzini, edizione 2016.

Trovo l’iniziativa lodevole poiché occasione non solo di conoscenza di altri “colleghi scrittori” –  che si cimentano come me nella scrittura per amore verso essa – ma anche come modo per scoprire Lucera, quale città di cultura, attraverso i suoi magnifici luoghi.

Ho avuto il piacere di passeggiare per le vie del centro prima di recarmi in teatro, un vero gioiello nel cuore antico della città. Un piacere quindi, per me pugliese, che dalla vicina provincia di Bari ho avuto occasione di conoscere una città che non avevo mai visitato.

Gradevole la serata, allietata dagli intermezzi teatrali, e notevole il livello della giuria e di tutti gli addetti ai lavori. Complimentandomi quindi con l’organizzazione tutta, auguro al premio Bozzini di avere ancora successo negli anni e maggiore partecipazione da parte di giovani scrittori, studenti e non. Ho incontrato il bando casualmente fra alcuni avvisi legati all’Università di Bari e sono stata felice di parteciparvi e di scoprire di essere fra i finalisti.

Conservo nel cuore la gioia di un secondo posto, con un testo teatrale che per me significa molto -perché nato dopo la notizia di dover diventare zia – e con la consapevolezza, rimarcatami quella sera dalla giuria, di essere giovane.

Auguro a me stessa quindi di continuare a coltivare questa passione che con tali riconoscimenti può solo trovare forza ed entusiasmo.

Ringrazio l’organizzazione tutta, sperando in un arrivederci.

Complimenti ancora,

Adriana Coletta  09/06/’16

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Mi congratulo con l’ottima organizzazione di questa terza edizione, lodando la tenacia di Lucianna Modola.

Tonino Del Duca   09/06/’16

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Gentilissimi Organizzatori, vi ringrazio per le vostre cordialissime e reiterate attenzioni…

Massimiliano Morelli   09/06/’16

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Tornare al Teatro Garibaldi di Lucera, nell’occasione del Premio Bozzini, apre intimamente una piacevole sensazione, si respira l’aria di un pubblico attento e molto partecipe, sia nel seguire le brevi rappresentazioni teatrali di notevole spessore in alcuni attori, che nel sostenere  i vincitori col proprio applauso.  Così, il piacere di esserci,  va oltre il valore puramente simbolico del posizionamento in una classifica, quando è un momento di scambio culturale e talvolta anche d’amicizia e di conoscenza. Sono questi i motivi per cui ho continuato a partecipare all’evento Bozzini, sia per i risultati ottenuti che per la passionalità che ho avvertito nelle varie edizioni . Della prima edizione ricordo gli scritti in biblioteca di Umberto Bozzini, il fascino d’un autore che si continua a riscoprire, mi sarebbe piaciuto trovarne una parte al Teatro Garibaldi, così come nel giorno successivo avere  l’occasione di  una tavola rotonda  che permettesse un  approfondimento  dialettico  tra  autori e organizzatori. Da parte mia in questa occasione sono riuscito a portare a Lucera anche degli amici per condividere l’immagine di una bella cittadina e dei suoi suggestivi e storici luoghi. Le potenzialità di questa manifestazione oltre che culturali offrono spunti turistici utili a creare valide occasioni ad ogni operatore commerciale per far conoscere l’ospitalità e le tradizioni della propria terra. Per cui auguro a chi con dedizione organizza e cura l’evento Bozzini di poter esprimere tale manifestazione in ambito mondiale per come merita Lucera e la sua storia.

Con sincera cordialità

Domenico Nava   09/06’16

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Spett. segreteria,

aderisco all’invito di scrivere mie considerazioni in merito all’evento del 4/6/2016 “ Premio Letterario Nazionale U. Bozzini “

Non considerate le mie come sterili critiche, ma solo osservazioni, che mi auguro possano essere utili per le future edizioni.

Manifestazione svoltasi in una eccellente location, splendide scenografie, appropriati costumi  e fantastici interpreti.

Però, come primigino ad un concorso letterario, immaginavo lo svolgimento un pochino diverso.

Andiamo con ordine, ritengo eccessivo lo spazio celebrativo dedicato alle opere del  Bozzini, a discapito di quello che i componimenti e gli autori partecipanti al premio, forse avrebbero  meritato. Le doti ed il talento del nostro illustre concittadino, non dovevamo scoprirle in questa occasione, e per onorare la sua memoria sarebbe stato sufficiente solo qualche intermezzo.

Una nota specifica, ritengo di doverla fare, come mia personale riflessione ed anche come disappunto raccolto in sala da parte di altri partecipanti, nonché da pubblico, in merito alla bistrattata sezione Poesia.

La Relazione letta, esplicita che tra i componimenti partecipanti, vi era presenza di “ lavori scadenti e generalmente inferiori alle attese”. Bene, possono anche essere risultate tradite le aspettative, ma era il caso di mortificare i partecipanti? Si è tenuto conto che benché scadenti, in linea di massima, erano composizioni di dilettanti che comunque esprimono loro sentimenti? Ed ancora, se tra queste fetecchie si è deciso di farne emergere due, non era il caso di leggerle al pubblico, convenuto a teatro anche per ascoltare queste? Bah!!!!

Aggiunge la Commissione : “ in relazione alla serietà, dignità e prestigio del Premio…….è giunta alla unanime determinazione di non procedere quest’anno all’assegnazione del premio nella sezione Poesia”.

È come dire a fine gara, ai partecipanti ad un torneo o competizione sportiva,  che il titolo non viene assegnato , perché l’arbitro ritiene  non  soddisfacente il gioco espresso.

Se si voleva un targhet  diverso di partecipanti, non lo si può decidere a posteriori, ma già nella indizione bisognava inserire parametri selettivi. Bene fa quindi la Commissione giudicatrice a suggerire all’organizzazione di inserire “ appositi filtri ed intelligenti innovazioni procedurali”, che per il futuro non creino più situazioni incresciose, mortificanti criticabili come quelle verificatesi in questa edizione.

Certamente non è questo tipo di commento, il più adatto ad essere inserito nel quaderno della pro-loco; per cui se non verrà pubblicato in quando poco edificante per l’immagine del Premio, di certo non ne reterò dispiaciuto. Amo la mia Città, e tutte le iniziative intraprese per lei, quanto voi,  ed è proprio per questo amore che sono salito sul palco a ritirare il premio assegnatomi, controllando l’istinto iniziale di rifiutarlo ed aggiungendo una ulteriore assenza a quelle dei giurati, autorità ed invitati a posti riservati che avevano snaobbata la manifestazione. Cordialità

Gabriele Patruno   10/06/’16

risposta del prof. Paolo E. Trastulli per la Giuria:

In quanto estensore della Relazione della Giuria del Premio Letterario Nazionale “Umberto Bozzini – Città di Lucera” – Edizione 2016 – sento il dovere imprescindibile di replicare alle osservazioni avanzate dal signor Gabriele Patruno; e, naturalmente, solo per quel che riguarda i rilievi relativi al giudizio espresso dalla Giuria (e da me puntualmente riferito) in ordine ai lavori pervenuti nella sezione Poesia, dalla stessa definiti per unanime convincimento “francamente scadenti e generalmente inferiori alle giuste attese”.  [continua risp a Gabriele Patruno-PET]

risposta della Direzione:

Grazie per gli apprezzamenti. Circa i disappunti: … ritengo eccessivo lo spazio celebrativo dedicato alle opere del Bozzini …  Altri commenti pervenuti sono di parere opposto. Ma proprio l’articolo 1 del bando recita:incentivare, attraverso la conoscenza della figura e delle opere del grande drammaturgo e poeta di Lucera, la creatività di nuovi talenti esordienti …

La conoscenza di un autore si attiva in vari modi: convegni, relazioni, mostre documentarie, rappresentazioni delle opere … (il tutto già realizzato per riportare in auge l’autore tra i suoi concittadini), ma per chi non ha la possibilità di parteciparvi, non c’è migliore occasione contestuale per favorire tale conoscenza che la serata di chiusura del premio [continua risp a Gabriele Patruno-dir]

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“persistente invio di lavori di livello dilettantesco e/o generalmente scadenti o modesti”??? Non vi sembra di peccare di superbia? O, magari, pretendevate che resuscitassero Montale e Pirandello per poi partecipare al vostro concorso? Oltretutto non state mica a Roma o New York: state a Lucera, con tutto il rispetto per i lucerini. Ma guarda questi, invece di essere grati a chi vi invia le proprie opere permettendovi di perdurare negli anni.

Lupo Mannaro   11/06/’16

risposta del prof. Paolo E. Trastulli:

… Quanto poi alla e-mail anonima, firmata con il solo nickname di “Lupo mannaro” – sotto cui forse si nasconde un concorrente non lucerino (o che per tale vuol farsi passare) – a parte il nostro disprezzo … [continua risp. a Lupo Mannaro-PET]

risposta della Direzione:

Il nostro fine è quello di scoprire ed incoraggiare nuovi talenti per portarli alla ribalta e quindi al successo che si conquista, però, con l’impegno serio e lo studio costante, come hanno fatto i grandi cui lei fa riferimento. E in particolare il letterato a cui il premio è intitolato, personaggio di altissimo livello culturale, osannato a suo tempo in tutta Italia per le sue opere … [continua risp a lupo mannaro-dir]

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Sono tornata a Lucera dopo due anni in occasione di questo importante premio letterario sapendo già di respirare l’aria magica di questa città e di varcare con emozione e incanto la soglia del bellissimo Teatro Garibaldi . E infatti ho ritrovato la stessa magia in ogni luogo e in ogni momento della serata: un evento curato nei minimi dettagli, con una Giuria altamente professionale, con delle ottime e suggestive performance teatrali , con la musica e il bel canto della bravissima soprano Nadia Di Vittorio . Eccezionale e dolcissima poi la prof.ssa Lucianna Modola che animata da instancabile passione per l’arte e la letteratura ancora una volta dimostra grande capacità organizzativa.

Come scrissi due anni fa ,e ora ne sono ancora più convinta , credo che la città di Lucera debba essere orgogliosa di avere persone che si impegnano per valorizzare l’arte e la cultura in questo modo e per far conoscere alle nuove generazioni personaggi illustri come Bozzini.

Quest’anno ho avuto l’onore di ricevere la Menzione Speciale “Pia Apollonio Figliola” che mi ha veramente gratificato per le belle parole dette dal prof. Trastulli che ringrazio di cuore . E’ stata davvero un’esperienza emozionante e i ricordi di questa serata in una città d’ arte come Lucera li porterò sempre con me . E poi vorrei ringraziare tutti per l’accoglienza e l’ospitalità, in particolar modo Alberto ( credo si chiami così) di Palazzo D’Auria Secondo per la sua cordialità e disponibilità.

Pina Petracca   12/06/’16 

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CULTURA: PATRIMONIO DI UNA COMUNITÀ

Si parla di patrimonio anche in riferimento ai valori identitari che appartengono a una comunità. Ma se si scava, senza troppa fatica, si scopre che il termine patrimonio ha un significato molto più profondo, che travalica il più conosciuto concetto giuridico, per affermarsi come dimensione antropologica; una più complessa soddisfazione di bisogni immateriali.

Allora il patrimonio supera una nozione secolare per farsi appartenenza, ovvero comunione di valori che il “padre” ha il “dovere” di tutelare e trasmettere ai propri figli. In sintesi è un dare senso al “dopo di noi”.

Ma questo vincolo trascende il rapporto padre-figlio, perché il patrimonio non è “questione familiare”, riguarda una comunità che è viva e prospera perché si riconosce in un comune valore (o valori), e che riesce a farsi futuro pur guardando al passato.

In quest’ottica il Premio Umberto Bozzini, nelle intenzioni del suoi organizzatori, vuole proprio giocare un ruolo creativo nella tutela e valorizzazione del patrimonio intangibile che mette in evidenza la centralità del concetto di comunità locale. Si crea un premio per modellare una comunità. Non per creare univoco consenso, ma per riscoprire una comune radice. Allora è giusto parlare di patrimonio culturale perché riferito a un condiviso valore da parte di una comunità.

Ho avuto modo di scriverlo e dirlo in altre occasioni. Abbiamo necessità di ritrovarci come comunità, specie nel Mezzogiorno, dove sono ancora vive due anime: universitas e communitas, che rimandano alla contrapposizione tra mondo federiciano e mondo angioino. Ovvero tra processi di condivisione e modus vivendi, inteso come fruizione di uno stesso spazio urbano, dove si rende fisico ciò che è ideale. Così c’è il rischio di snaturare il concetto di comunità che, invece, rimanda contemporaneamente a un “dovere” e a un “debito” che ogni individuo contrae verso se stesso e verso gli altri. Munere fungor, avrebbero detto gli antichi padri.

E ritorniamo al punto di partenza.

Patrimonio e comunità sono uniti da uno stesso etimo. Sono facce di uno stesso conio; moneta che non conosce inflazione né deprezzamento, perché non è un valore aggiunto, ma è essenza stessa dell’esistenza degli individui.

Maurizio Tardio   20/06/’16

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Un ringraziamento sentito a tutte e a tutti per le splendide riflessioni, i lusinghieri apprezzamenti, i suggerimenti ed anche per le critiche – se costruttive -, scusandoci per qualche involontaria disattenzione. Auguri e arrivederci alla prossima edizione. Ad maiora.

la Direzione

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