Autore: premiobozzini1lucera

Sabato 3 giugno, al Teatro cittadino G. Garibaldi, la serata conclusiva della 4ª edizione con il conferimento dei premi ai concorrenti vincitori delle varie sezioni e la celebrazione della Memoria del grande drammaturgo.

PREMIO BOZZINI 2017 – VALUTAZIONI DELLA GIURIA

POESIA EDITA
1.- Giusi Fontana (Lucera),
Con la prossima luna (Edizioni dei Rosone, 2015)
Singolare ed ardita capacità di creare immagini tenute spesso tra icastico espressionismo e sottile tessitura metafisica; costante tensione spirituale e linguistica; tono e timbro poetico alti esplorano un fascinoso universo, il cui mistero magmatico si dilata appagato per moltiplicarsi in suggestioni che vanno al di là di ogni accidentale imput personale.

2.- Antonia Torchella (Foggia),
A mani nude (Edizioni del Rosone, 2016)
Poesia della memoria affettuosa e del pungente ricordo di persone care e luoghi familiari che si nutre di profondo sentimento etico e di sensibilità educativa, sulla linea – anche tematica – di una certa tradizione poetica, dalla quale tuttavia si allontana per l’utilizzazione prevalente di una struttura prosastica e quasi discorsiva nella composizione.

3.- Paolo Maria Borsoni (Ancona),
Poesia come meditazione (Trevi, Assessorato alla Cultura, 2015)
Con linguaggio piano e discorsivo, particolarmente attento all’efficacia della comunicazione, la nutrita galleria di descrizioni oggettive e di personali esperienze tesse in modo decisamente avvolgente il rapporto tra bene illustrata fenomenologia del mondo fisico e mondo interiore sollecitato da quella alla riflessione, alla meditazione, come appunto sottolinea il titolo della raccolta; e ciò in virtù di una sensibilità peculiare e di una di tradizione al ripiegamento del pensiero sui fatti o sugli stati d’animo per intendere ed estrarne l’essenza significativa. Interessante intreccio di tradizione e modernità, con echi e rimandi a certa cultura classica.

SEGNALATI:
Katia Olivieri
Piove col sole (Edizioni Montag, 2016 -Tivoli)
Freschezza di immagini e ricerca di un linguaggio personale caratterizzano la silloge che si propone come apprezzabile prova di una intima e sincera esigenza di caratterizzare in modo originale e non imitativo o di scuola il proprio percorso creativo e di comunicazione.

La Giuria intende ricordare – per speciale convinzione – la pur esile raccolta fatta pervenire da Francesco di Bari dai titolo:
Emozioni chiuse.
L’autore, detenuto, ha messo insieme e ripropone in opuscolo alcune poesie già pubblicate su un periodico; in esse le tematiche affrontate rivelano (e confermano) la possibile funzione spiritualmente liberatrice della poesia, quando non proprio strumento di consapevole interiore riscatto e di riconquista di una eticità che all’uomo restituisce coscienza della propria dignità.

PROSA INEDITA
1.- Lettera dalla memoria (Franco Fiorini, Veroli)
Prosa intimistica tessuta in prevalenza di periodi che hanno struttura, sviluppo e ritmo musicale di veri e propri versi, a sottolineare in modo incisivo e partecipe il valore salvifico e non puramente cronachistico o storico del ricordo – quand’esso si fa legame e valore esistenziale. Tra prosa d’arte e pezzo di bravura, non come limite contenutistico, ma come virtù di scrittura aderente e viva, quale strumento che interpreta sentimenti autenticamente vissuti.

2.- In girum imus nocte et consumimur igni (Bibiana Tangari, Terlizzi)
Nel palindromo pseudo virgiliano che gli fa da titolo può intendersi racchiuso il senso e il significato dell’invenzione narrativa di questo agile racconto, allusivo, col suo sottile impianto intellettualistico, all’umanità come gigantesca falena. Scrittura essenziale, pulita e rapida – quasi trama per lo sviluppo di un soggetto filmico – che nell’argomentazione sottolinea la vana illusione di poter ricercare – conflagrata la Terra – altre galassie onde sfuggire all’esigenza tutta umana – ed irrefrenabile – di un qualunque mito rassicurante (da porre al posto di un Dio) quale, ad esempio, quell0 della “pace universale ed assoluta”.

3.- Amantes Amentes (Danilo Tavano, Bari)
Lavoro condotto con scrittura particolarmente sorvegliata per vigilata ricercatezza di lessico ed abilità costruttiva della narrazione, la quale – per altro – non si allontana dalla forma epistolare della confessione sentimentale che non ha in sé, quanto a contenenuti; pretese comparative di singolare peculiarità.

SEGNALATI:
Ricordi (Franco Romice, Lucera)
Garbato e piacevole racconto-breve, dallo schietto sapore autobiografico, di una bucolica mattinata domenicale, in cui il pretesto della bacchiatura delle mandorle offre lo spunto non solo per una implicita esaltazione della vita agreste ma più ancora per il tradizionale confronto, individuale e storico, tra ieri e oggi; giovinezza e maturità, reso vivo e vivace dall’uso scoppiettante dei dialetto.

TEATRO
1.- Minime cose supreme (Paolo Maria Borsoni, Ancona)
Intelligentemente gustoso lungo e vivace duettare tra Socrate (l’Uomo) e Santippe (la Donna) – con qualche accenno fuggevole all’oggi nell’immediata vigilia del pubblico processo al filosofo; duello verbale (maliziosamente di genere) attraverso il quale si definiscono – spesso argutamente – i rispettivi caratteri, tali che non compaiono come semplici e stereotipati ricalchi della tradizione. Teatro di parole che – per virtù di attenta scrittura – sa cogliere nel segno in modo pungente anche quando articola situazioni storiche variabili solo nella loro fenomenologia.

2.- Distopia mediterranea (Giulio Di Leo, Cerignola) – Già vincitore nel 2015 (stessa sezione)
Il dramma contemporaneo – indubbiamente non desiderabile come bene indica il titolo – dell’ immigrazione mediterranea, sempre più dilatato ed apparentemente incontenibile ed irrefrenabile, viene impietosamente esplorato non dalla parte delle vittime (come pure indirettamente si coglie) ma da quella dell’efferato carnefice, uno scafista privo di scrupoli e di senso morale, protagonista travolto col suo veliero (stipato di vittime innocenti) dal mare in tempesta. Forte l’impegno etico che vibra nel testo, di rilievo gli accorgimenti tecnici previsti o suggeriti per la non facile realizzazione scenica del lavoro.

3.- Mors tua vita mea (Silvia Zoffoli, Roma)
Il problema della ricerca del lavoro nell’età ancora giovanile – tema di scottante attualità – é qui affrontato in modo franco e diretto, senza abbandoni moralistici, lenocini retorici o polemiche ideologiche, si direbbe con condivisa esperienza, in un testo nervoso, tutto dialoghi essenziali, incalzanti e talora sferzanti – che sembra risolvere il conflitto epocale tra progetti ideali ed urgenti necessità pratiche con l’agra vittoria di un opportunismo pragmatico individuale di stampo passivamente fatalistico.

SEGNALATI:
La prossima volta (Marco Terenzio Barbaro, Lucera)
Il motivo dell’indifferenza dei popoli europei lega secondo l’autore in modo evidente due momenti storici lontani di diversa natura e causa, ma egualmente caratterizzati dalla persecuzione dei deboli e degli indifesi mossi alla conservazione di una mite convivenza (come gli ebrei sotto il nazismo) o alla ricerca di un luogo di pace (come i migranti nel Mediterraneo). L ‘assunto si sviluppa nel testo con nervose alternanze o successioni di scene pervase da angoscia sottile al cui coinvolgimento il lettore-spettatore non può sottrarsi.

Donne in viaggio (Maria Natalia Iriti, Bova Marina)
Una galleria di ritratti femminili, non casualmente concatenati nella loro successione, è ragionata occasione per sottolineare in giusto modo la crescente funzione storica di esemplare protagonista propulsiva di civiltà, nei suoi diversi piani o aspetti e motivi; assunta dalle donne, generose per propria natura nel donarsi non solo con il fine di abbattere ancestrali divisioni di genere e di ruolo ma per esaltare consapevolmente valori universali.

CORTO (Menzione speciale Massimo Dell’Osso)
1.- Plenilunio (Emanuele Faccilongo, Lucera)
Il lavoro aderisce in modo compiuto alle formali richieste dei bando, svolgendo puntualmente l’argomento prescelto, la poesia “Plenilunio“, che è motivo per altro non proprio facile a tradursi – al di là di inevitabili, necessari ed ovvii riferimenti elementari di contenuto – in immagini capaci di coglierne anche alcune più intime implicazioni spirituali e le possibili motivazioni sentimentali dell’Autore, qui ricercate con diligente scrupolo e tradotte in forma certamente convincente di significativa testimonianza.

Menzione speciale Lucio La Cava
Testimoni di un’assenza (Umberto Mentana, Lucera)
Con indubbia originalità anche scenografica e compositiva, l’autore del corto sviluppa il tema della presenza culturale del poeta e commediografo lucerino sottolineandola paradossalmente attraverso una incisiva narrazione che allude alla sua assenza nell’attenzione fattuale della coscienza civica, per indifferenza sia dell’Amministrazione cittadina che della collettività. Atto d’amore e d’accusa insieme, che si giova di belle immagini urbane ed inquadrature suggestive accompagnate da una egualmente efficace colonna sonora, a dimostrazione di una confidenza non comune col mezzo espressivo.

SAGGIO SULL’OPERA DI UMBERTO BOZZINI (Menzione speciale “Pia Appolloni Figliola”)
Ex aequo
al
Prof. Francesco DE MARTINO (Ordinario di Lingua e letteratura greca nell’Università di Foggia, curatore nel 2009 dell’edizione dell’Opera omnia di Umberto Bozzini – Bari, Levante editore) per il saggio:

Il bacio della pantera. La Fedra di D’Annunzio (e quella di Bozzini, 1909)”, in Andrés Pociña, Aurora López (a cura di), Fedras de ayer y de hoy. Teatro, poesia, narrativa y cine ante un mito clásico, Granada 2008, pp. 383-419
ed al
Prof. Giovanni (Gianni) OLIVA (Ordinario di Letteratura italiana nell’Università “G. D’Annunzio” di Chieti-Pescara) per il saggio:

Da Umberto Bozzmi a D‘Annunzio: la guerra per la Fedra”, in Gabriele D ‘Annunzio 150 “Vivo, scrivo”. Atti del convegno internazionale di studi Pescara, Aurum, 12-13 marzo 2013 (SilvanaEditoriale 2014), pp. 87-97.

Un grande ringraziamento ai concorrenti e alla cittadinanza per l’appassionata partecipazione ed un invito alla prossima edizione.

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Premio Letterario Nazionale Umberto Bozzini – 4ᵃ edizione – 2017

I termini di scadenza per la presentazione delle opere sono prorogati al 31 marzo 2017.

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Art. 1    L’Associazione Culturale e Teatrale MYTHOS di Lucera con il Comune di Lucera, la partnership di Club Unesco “Federico II” e ProLoco, con il sostegno della Fondazione Banca del Monte di Foggia indice la 4ª edizione del Premio Letterario Nazionale “Umberto Bozzini-Città di Lucera” con l’intento di:

  • incentivare, attraverso la conoscenza della figura e delle opere del grande drammaturgo e poeta di Lucera, la creatività di nuovi talenti esordienti, nel
  • campo delle Lettere, della Poesia, del Teatro e nella forma espressiva del Cortometraggio;
  • rinvigorire l’appellativo di “città d’arte e di cultura” della propria Città che vanta un glorioso passato storico e culturale, consapevoli del fatto che senza cultura non vi è progresso.

Art.  2    Il Premio è assegnato per concorso in 4 sezioni, in lingua italiana:

Sez. A – Teatro

Sez. B – Narrativa

Sez. C – Poesia

Sez. D – Cortometraggio

I Partecipanti possono presentare:

  • un testo teatrale inedito di massimo 30 pagine A4, con carattere Arial, corpo 12, spaziatura normale (interlinea 1,0);
  • un’opera di prosa inedita (narrativa, saggio, fiaba …) di massimo 4 pagine con carattere Arial, corpo 12, spaziatura normale (interl. 1,0);
  • una raccolta di liriche edita in volume da non più di tre anni [2014/2017].
  • un cortometraggio della durata totale di non più di 15 minuti   realizzato in alta risoluzione. Il tema sarà attinente alle opere, luoghi e tematiche di U. Bozzini o comunque in accordo con le linee del Premio. Alla Segreteria dovranno pervenire per posta sei copie DVD col solo titolo dell’opera ed una copia con tutti i titoli che l’autore reputa necessari per la proiezione ufficiale.

Art.  3    Ogni concorrente potrà partecipare a una o più sezioni tramite scheda d’iscrizione e previo pagamento della quota di 10 € per ogni singola sezione prescelta. Il versamento della quota, prevista per sostenere le spese di segreteria ed organizzazione, verrà effettuato secondo le indicazioni riportate sulla stessa scheda.

I testi devono essere dichiarati originali, di propria creazione. L’Associazione resta sollevata da qualsiasi responsabilità, danno o pretesa.

Art.  4    Le opere dovranno essere inviate entro il 25 marzo 2017 a mezzo posta elettronica all’indirizzo premiobozzini3mythos@tiscali.it – Le opere di teatro e narrativa in doppia copia (PDF), in due distinti allegati. La prima copia sarà contrassegnata dal solo titolo e dal testo. La seconda dovrà contenere il titolo, il testo e i dati dell’autore: nome, cognome, data di nascita, residenza, indirizzo di posta elettronica, recapito telefonico.

La raccolta di liriche dovrà essere inviata per via elettronica senza indicazione dell’autore, ma contrassegnata dal titolo del volume riportato sulla scheda d’iscrizione, mentre una copia del volume cartaceo dovrà essere inviata per posta all’indirizzo della Segreteria.

I file che contengono i testi saranno  inviati insieme con la scheda d‘iscrizione reperibile sul sito premiobozzini1lucera.wordpress.com sulla pagina facebook: Mythos Lucera, o richiesta via e-mail.

I Concorrenti accettano senza riserva il presente Regolamento. I loro dati personali rimarranno nell’archivio del premio per le finalità storiche e saranno utilizzati esclusivamente dall’Associazione Culturale e Teatrale “Mythos” di Lucera, in funzione del presente Concorso e secondo l’art. 7 del D.L.196/2003.

Art.  5    Possono partecipare concorrenti italiani e stranieri dai 18 anni in poi. Al concorso sono ammessi anche studenti e studentesse dell’ultimo triennio delle Scuole Superiori, previo attestato di frequenza. Potranno presentare un elaborato, approvato dal docente della classe, sulla figura o sull’opera di U. Bozzini o su tematiche legate al territorio. La quota di iscrizione non è dovuta dagli studenti.

Art.  6    Una Giuria di esperti nelle diverse sezioni esaminerà le opere per selezionare quelle vincitrici e il suo giudizio sarà insindacabile. La Giuria si riserva la facoltà di attribuire premi extra, menzioni di merito e segnalazioni speciali.

Art.  7    Sono previsti i seguenti premi:

Nelle tre sezioni letterarie

Primo classificato                                                       350 € e targa di merito

Secondo classificato                                                   250 € e targa di merito

Terzo classificato                                                       150 € e targa di merito

Sezione Cortometraggio

Premio unico:                                                                                 500 € 

  •  Menzione speciale “Massimo Dell’Osso”                                             

premio offerto dalla Famiglia On. Costantino Dell’Osso.

 

  •  Menzione speciale “Pia Appolloni Figliola”                          500 €

offerta dalla famiglia Trastulli Appolloni Figliola, per un saggio dedicato all’opera di Umberto Bozzini.

 

  •  Menzione speciale “Lucio La Cava”                                      500 €

offerta dalla Famiglia La Cava, per un testo particolarmente significativo fra quelli  inviati.

Ai primi tre studenti classificati verranno conferiti attestati di merito.

Art.  8    Le opere vincitrici saranno custodite nella Biblioteca Comunale in forma cartacea e le rimanenti per selezione discrezionale. La ProLoco realizzerà una pubblicazione sull’iniziativa e sull’esito del Concorso, con riserva della Direzione di pubblicare le opere o stralci.

Art.  9    Ai vincitori sarà data comunicazione tramite e-mail che varrà anche come invito alla Cerimonia di Premiazione, prevista in data 3 Giugno 2017 e che si terrà nel “Teatro Garibaldi” di Lucera. In assenza dei destinatari i premi saranno incamerati e utilizzati per la successiva edizione del Premio. Le spese di soggiorno sono a carico dei partecipanti che potranno usufruire di sconti in alberghi e ristoranti convenzionati.

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Segreteria del Premio Letterario Nazionale Umberto Bozzini:

Ass. Culturale Teatrale Mythos, via IV Novembre 79 – 71036 LUCERA (FG).

Per informazioni e chiarimenti – mail: premiobozzini3mythos@tiscali.it

Cell: 3495358717 / 3402716735     dalle h 19,30   alle 20,30

Presidente Promotrice del Premio

nonché Presidente dell’Associazione Culturale e Teatrale “MYTHOS” di Lucera

Prof.ssa Lucia Anna Modola

Lucera, 7 febbraio 2017

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scarica Bando  PREMIO_BOZZINI_Bando_4ediz_2017

scarica Scheda PREMIO_BOZZINI_Scheda_4ediz_2017

La scheda va scaricata, compilata e inviata via mail al sottostante indirizzo o per posta all’indirizzo indicato nella scheda –  info:

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Per venire incontro alle richieste di molti concorrenti si comunica che la raccolta di liriche in volume può essere inviata per posta (in numero di 6 copie) alla Segreteria del Premio.

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I termini di scadenza per la presentazione delle opere sono prorogati al 31 marzo 2017.

 

PREMIAZIONE 3ª edizione

PREMIO LETTERARIO NAZIONALE UMBERTO BOZZINI- Città di Lucera

 

premiobozzini1Si è conclusa, sabato 4 giugno, la 3ª edizione del Premio Letterario Nazionale Umberto Bozzini – Città di Lucera. 

La premiazione dei vincitori si è svolta in una cornice di grande partecipazione cittadina e in un’atmosfera che si è voluta consona alla brillantezza della memoria e delle tematiche d’arte. 

Un caloroso ringraziamento a collaboratori e collaboratrici, a quanti e quante hanno voluto offrire il loro contributo e il loro sostegno per la riuscita dell’evento.

Seguono le opere e i nomi dei vincitori, con le motivazioni, e la relazione del prof. Paolo Emilio Trastulli per la Giuria.

SEZIONE TEATRO

I SEPOLTI VIVI di Maurizio TARDIO (Foggia)

Anche se la stesura del testo sembra più adatta alla realizzazione di un documentario audiovisivo, il suo valore come copione teatrale si coglie ed evidenzia,  comunque,  sia nella scrittura, puntuale e bene adeguata al tema, sia nel soggetto, in sé stesso drammatico, abilmente ed agilmente sviluppato.

CIRCUS IN FABULA di Adriana COLETTA (Castellana Grotte)

Il testo, nella sua strutturazione, testimonia insieme efficace pratica della scena e della scrittura per il teatro, poste qui al servizio di una favola destinata ai piccoli. Per di più il Circo implica naturalmente sovrapposizione (e quasi “con-fusione”) di personaggi, suoni e colori; quell’affollamento – cioè –  che il testo proposto offre con piena evidenza, aggiungendo quel previsto e contestuale coinvolgimento del pubblico (moderno strumento di successo) a cui formalmente si ricorre come elemento unificante. Il copione proposto risulta convincente e gradevole anche per l’incalzare dell’azione che tiene ora vivo l’interesse del lettore e certamente del pubblico nel momento della realizzazione scenica,  così come metterà di certo a dura prova l’impegno del regista.

APPARENZE di Stefano PALMUCCI (San Marino)

Smaliziata e non superficiale esperienza di teatro moderno (scrittura e palco-scenico), soprattutto quello detto dell’assurdo, mostrano di essere alla base del complesso dei testi inviati, tessuti tutti da intelligente e talora rarefatta ironia, che sembra  prendersi gioco anche dello spettatore, a cui implicitamente si ricorda l’incomunicabilità quasi metafisica, la futilità stessa dell’esserci e l’impossibilità di coglierne comunque senso e significato ultimi. Se, pertanto, l’azione scenica tradizionale risulta di fatto assente, è la dialettica situazionale pensiero-logica e il suo contrario a rappresentare qui il sottile motivo drammatico (senso/non senso) di cui vive l’esistenza contemporanea. Qualche eccesso di originalità intel-lettualistica poco toglie al favorevole unanime giudizio meritamente dato al lavoro.

 

SEZIONE PROSA

LETTERA PRIMA di Antonio DEL DUCA (Lucera)

Il tradizionale tema dell’incomprensione non solo generazionale e della quasi inevitabile incomunicabilità tra padre e figlio è qui trattato con molta delicatezza e con sentimenti di rimpianto per quel che non è stato e che poteva, anzi avrebbe dovuto naturalmente essere. Affidando l’ipotetico colloquio alla pagina, scritta si direbbe per sé, come a futura e segreta memoria, la sua scoperta inattesa si fa rammarico dolente ed insieme dolce, nuovo ed insperato legame d’affetto. Bene espresso in questa prosa intimistica capace di coinvolgere il lettore non solo sul piano emotivo.

QUEL FATTACCIO DI PIAZZA LANZA di Francesco BARBARO (Lucera)

Convincente e documentata ricostruzione – tra cronaca e storia – di un noto delitto a sfondo ideologico-sindacale avvenuto a Foggia nel primo Novecento, il breve saggio si fa leggere con sincero interesse, confermando nell’autore sicura familiarità con la ricerca storiografica e capacità di presa di una scrittura ancorata prevalentemente ai fatti ed insieme agilmente matura nella loro intelligente descrizione.

IL TACCO E IL FEZ di Massimiliano MORELLI (Bari)

Scritto con intelligente ironia, bel garbo, estro innegabile e vivace fantasia, il racconto, che inventa un improbabile evento sportivo a Foggia nell’immediato anteguerra, avvince facilmente il lettore con una prosa di sapiente tessitura posta al servizio di una struttura narrativa abilmente progettata e sviluppata, qualità che denotano anche una pratica narrativa sicura e sperimentata, oltre che una disinvolta confidenza  con la brillante pagina scritta di agile taglio giornalistico.

 

 SEZIONE POESIA

(Primo Premio non assegnato)

IL MARINAIO MGA di Gabriele PATRUNO (Lucera)

Anche se risulta percepibile l’eco – sia pure lontana – di musicali storie di mare già note, è proprio il suo ritmo di ballata che fa recuperare alla composizione una qualche propria originalità e dignità formale, rendendola degna di attenzione; quasi testo di un paroliere in attesa di una opportuna  strumentazione del brano.

IL FILO DEI RICORDI di Domenico NAVA (Reggio Calabria)

Il testo convince per una certa atmosfera metafisica di cui esso sostanzialmente vive e per una sua chiara e sottile musicalità; caratteri che insieme danno consistenza alle immagini ed attivano non occasionali legami, quelli da cui nascono – per l’interiore ripiegamento esistenziale che le sostiene – anche alcune apprezzabili vibrazioni emotive.

 

PREMIO LETTERARIO NAZIONALE “U. BOZZINI” – CITTA’ DI LUCERA

EDIZIONE 2016

Relazione

Come da convocazione, la Giuria del Premio Letterario Nazionale “Umberto Bozzini – Città di Lucera” – Edizione 2016 –  si è riunita sabato 7 maggio 2016 alle ore 11 nei locali di Palazzo D’Auria Secondo (gentilmente concessi) per procedere all’esame ed alla valutazione collettiva dei lavori pervenuti entro i termini del bando  nelle tre sezioni del Premio e stabilire conseguentemente le rispettive graduatorie.

Risultano assenti – tutti diversamente giustificati – Raffaele Nigro, Presidente, e Michele D’Ambrosio, componente della Giuria, oltre a Valter Montepeloso, segretario della presente edizione del Premio. Presenti: Francesco De Martino, Falina Martino Marasca, Lucia Anna Modola, Paolo Emilio Trastulli e Giuseppe Trincucci, segretario della Commissione giudicante.

Oltre cento sono stati i lavori complessivamente pervenuti: 7 nella sezione Teatro; 21 nella sezione Prosa; 79 nella sezione Poesia. I commissari presenti sono stati concordi nel sottolineare come, delle tre sezioni previste dal Premio, quella i cui contributi sono apparsi mediamente migliori per qualità di sostanza e di forma è risultata la sezione dedicata alla Prosa, mentre nella sezione della Poesia si è notata la presenza di lavori generalmente inferiori alle attese. Più numerose, per altro, ed anche più convincenti rispetto alle scorse edizioni, le opere presentate quest’anno nella sezione Teatro.

La Commissione ha svolto i lavori di selezione tenendo presenti le diverse situazioni createsi in relazione alla serietà, dignità e prestigio del Premio, da preservare sempre e comunque; pertanto è giunta alla unanime determinazione di non procedere quest’anno all’assegnazione del primo premio nella sezione della Poesia; più facile ed agevole, invece, è risultata la compilazione della graduatoria dei primi tre classificati nelle altre due sezioni. Vista l’unanime decisione di non assegnare il primo premio per la Poesia; dopo ampia discussione ed analisi spassionata, si è deliberato di attribuire in questa sezione il secondo posto alla poesia “Il filo dei ricordi” ed il terzo a “Marinaio MGA“; per la Prosa il primo posto è stato assegnato al racconto “Il tacco e il fez“, il secondo al saggio “Quel fattaccio di piazza Lanza” e il terzo alla prosa di memoria “Lettera prima“; questi infine i risultati per il Teatro: il primo posto è andato alla suite “Apparenze“, il secondo all’atto unico “Circus in fabula“, il terzo al testo dal titolo “I sepolti vivi“. Tutti i giudizi sono stati espressi all’unanimità.

Si è infine proceduto alla individuazione degli autori, che sono risultati come di seguito viene indicato:

Sezione Teatro: 3°.- Maurizio Tardio di Foggia; 2°.- Adriana Coletta di Castellana Grotte; 1°.- Stefano Palmucci di Falciano (Repubblica di San Marino); sezione Prosa: 3°.- Antonio Del Duca di Lucera; 2°.- Francesco Barbaro di Lucera; 1°.- Massimiliano Morelli di Bari; sezione Poesia: 3° Gabriele Patruno di Lucera; 2°.- Domenico Nava di Reggio Calabria.

Menzioni speciali 2016

Quanto ai riconoscimenti accessori, la Menzione speciale Pia Appolloni Figliola (che a Lucera ha dedicato la sua vita e donato parte dei suoi beni) è stata conferita a Pina Petracca di Lecce “per la uniforme ed evidente buona qualità delle composizioni poetiche inviate”;

la Menzione specialeLucio La Cava” (amantissimo della sua città natale, umanista di notevole finezza e scrittore di garbo) a Paolo Maria Borsoni di Ancona “per la prosa Una parola, un’idea, piuttosto originale nella scelta del tema e nel suo sviluppo, sorretto – quest’ultimo –  da una scrittura efficace”.

La Commissione giudicatrice della presente edizione del Premio non può fare a meno di rilevare che anche dopo quest’ultima esperienza si rende opportuno ed inderogabile condurre una seria, serena ed approfondita riflessione per giungere alla individuazione di quegli interventi necessari ad ovviare – mediante l’introduzione di appositi filtri ed intelligenti innovazioni procedurali – sia al persistente invio di lavori di livello dilettantesco e/o generalmente scadenti o modesti, sia a consentire la più qualificata e geograficamente sempre più ampia (nazionale, se non proprio internazionale, come pure auspicabile) partecipazione all’evento.

Per la più sicura fortuna del Premio, va infine ricordato, e non si può non ripeterlo qui ancora una volta, occorre sollecitare ulteriormente la collaborazione non solo formale dì tutte le istituzioni pubbliche, non meno che l’incremento mai del tutto sufficiente del sostegno privato, specialmente in una delicata fase storica della Città, segnata com’è da una profonda crisi del suo ruolo socio-politico e conseguentemente economico che può essere recuperato solo e soprattutto sostenendo, ed anzi naturalmente accentuando quello – di plurisecolare tradizione, del resto – che può definirsi  il riconosciuto primato culturale di Lucera. Del quale il Premio Bozzini può e deve risultare – per sicuro prestigio – uno degli eventi trainanti e peculiare espressione.

Per la Giuria, Paolo Emilio Trastulli

 

 

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pieghevole 2016

 

Impressioni e commenti pervenuti

Spett.le Direzione del Premio Bozzini,

sono appena rientrato da quattro giorni di ferie che mi sono concesso in occasione della cerimonia di premiazione del Premio Bozzini 2016.

Scrivo queste due righe per ringraziare sentitamente per la serata che mi è stato concesso di trascorrere. Una cerimonia molto ben curata, interessantissima, e ottimamente organizzata. Colgo l’occasione per rinnovare i miei ringraziamenti di cuore alla qualificatissima Giuria. Sinceramente, dopo avere letto i curricula dei giurati, mai avrei pensato di poter vincere il primo premio. I loro percorsi culturali mi parevano molto lontani dalla vena di sottile ironia con la quale, attraverso il mio lavoro sul teatro, sono solito guardare il mondo. Evidentemente l’intelligenza, la sensibilità e – perché no? – il coraggio dei valorosi giurati ha permesso di conseguire il risultato che ne è scaturito.

Un altro ringraziamento, ma è più un incoraggiamento, mi sento di farlo alla Associazione Mythos, per l’organizzazione di questo prestigioso Premio. Vorrei esortarli sulla strada intrapresa. Ho partecipato al Concorso anche perché sono un convinto estimatore di quel periodo storico così ben rappresentato nel corso della serata che è il primo novecento. Trovo che il teatro Italiano (in particolare quello più proprio del mio settore, cioè della commedia) abbia conosciuto una età molto importante che oggi spesso è misconosciuta o negletta. Ci sono stati autori eminenti che hanno scritto commedie strepitose (mi riferisco a Aldo De Benedetti, Emilio Caglieri, Sam Benelli, in Puglia Nicola Manzari, ecc…) eppure oggi nei cartelloni dei principali teatri sono programmate opere di Feydeau, di Labiche, di Hennequin, che sono coevi francesi dei nostri altrettanto bravi autori italiani.

Quindi bene fa, l’Organizzazione del Premio Bozzini, a continuare la propria opera di valorizzazione del talento Lucerano, Umberto Bozzini, altrimenti destinato a un immeritato oblio. Da “straniero” (in quanto sono sammarinese) non posso che encomiare il vostro impegno nella tutela e valorizzazione del patrimonio culturale italiano.

Il premio che mi è stato conferito ha avuto notevole riscontro in Patria, ne ha parlato la Tv di Stato sammarinese, nonché varia stampa locale, tanto che questa mattina si è personalmente complimentato con me persino il mio salumiere.

Nella viva speranza di rincontrarci in occasione dei prossimi premi Bozzini, colgo l’occasione per porgere a tutti voi i miei migliori saluti

Stefano Palmucci  08/06/’16

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Colgo con piacere la richiesta di esprimere un mio personale parere circa la passata premiazione del Premio Bozzini, edizione 2016.

Trovo l’iniziativa lodevole poiché occasione non solo di conoscenza di altri “colleghi scrittori” –  che si cimentano come me nella scrittura per amore verso essa – ma anche come modo per scoprire Lucera, quale città di cultura, attraverso i suoi magnifici luoghi.

Ho avuto il piacere di passeggiare per le vie del centro prima di recarmi in teatro, un vero gioiello nel cuore antico della città. Un piacere quindi, per me pugliese, che dalla vicina provincia di Bari ho avuto occasione di conoscere una città che non avevo mai visitato.

Gradevole la serata, allietata dagli intermezzi teatrali, e notevole il livello della giuria e di tutti gli addetti ai lavori. Complimentandomi quindi con l’organizzazione tutta, auguro al premio Bozzini di avere ancora successo negli anni e maggiore partecipazione da parte di giovani scrittori, studenti e non. Ho incontrato il bando casualmente fra alcuni avvisi legati all’Università di Bari e sono stata felice di parteciparvi e di scoprire di essere fra i finalisti.

Conservo nel cuore la gioia di un secondo posto, con un testo teatrale che per me significa molto -perché nato dopo la notizia di dover diventare zia – e con la consapevolezza, rimarcatami quella sera dalla giuria, di essere giovane.

Auguro a me stessa quindi di continuare a coltivare questa passione che con tali riconoscimenti può solo trovare forza ed entusiasmo.

Ringrazio l’organizzazione tutta, sperando in un arrivederci.

Complimenti ancora,

Adriana Coletta  09/06/’16

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Mi congratulo con l’ottima organizzazione di questa terza edizione, lodando la tenacia di Lucianna Modola.

Tonino Del Duca   09/06/’16

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Gentilissimi Organizzatori, vi ringrazio per le vostre cordialissime e reiterate attenzioni…

Massimiliano Morelli   09/06/’16

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Tornare al Teatro Garibaldi di Lucera, nell’occasione del Premio Bozzini, apre intimamente una piacevole sensazione, si respira l’aria di un pubblico attento e molto partecipe, sia nel seguire le brevi rappresentazioni teatrali di notevole spessore in alcuni attori, che nel sostenere  i vincitori col proprio applauso.  Così, il piacere di esserci,  va oltre il valore puramente simbolico del posizionamento in una classifica, quando è un momento di scambio culturale e talvolta anche d’amicizia e di conoscenza. Sono questi i motivi per cui ho continuato a partecipare all’evento Bozzini, sia per i risultati ottenuti che per la passionalità che ho avvertito nelle varie edizioni . Della prima edizione ricordo gli scritti in biblioteca di Umberto Bozzini, il fascino d’un autore che si continua a riscoprire, mi sarebbe piaciuto trovarne una parte al Teatro Garibaldi, così come nel giorno successivo avere  l’occasione di  una tavola rotonda  che permettesse un  approfondimento  dialettico  tra  autori e organizzatori. Da parte mia in questa occasione sono riuscito a portare a Lucera anche degli amici per condividere l’immagine di una bella cittadina e dei suoi suggestivi e storici luoghi. Le potenzialità di questa manifestazione oltre che culturali offrono spunti turistici utili a creare valide occasioni ad ogni operatore commerciale per far conoscere l’ospitalità e le tradizioni della propria terra. Per cui auguro a chi con dedizione organizza e cura l’evento Bozzini di poter esprimere tale manifestazione in ambito mondiale per come merita Lucera e la sua storia.

Con sincera cordialità

Domenico Nava   09/06’16

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Spett. segreteria,

aderisco all’invito di scrivere mie considerazioni in merito all’evento del 4/6/2016 “ Premio Letterario Nazionale U. Bozzini “

Non considerate le mie come sterili critiche, ma solo osservazioni, che mi auguro possano essere utili per le future edizioni.

Manifestazione svoltasi in una eccellente location, splendide scenografie, appropriati costumi  e fantastici interpreti.

Però, come primigino ad un concorso letterario, immaginavo lo svolgimento un pochino diverso.

Andiamo con ordine, ritengo eccessivo lo spazio celebrativo dedicato alle opere del  Bozzini, a discapito di quello che i componimenti e gli autori partecipanti al premio, forse avrebbero  meritato. Le doti ed il talento del nostro illustre concittadino, non dovevamo scoprirle in questa occasione, e per onorare la sua memoria sarebbe stato sufficiente solo qualche intermezzo.

Una nota specifica, ritengo di doverla fare, come mia personale riflessione ed anche come disappunto raccolto in sala da parte di altri partecipanti, nonché da pubblico, in merito alla bistrattata sezione Poesia.

La Relazione letta, esplicita che tra i componimenti partecipanti, vi era presenza di “ lavori scadenti e generalmente inferiori alle attese”. Bene, possono anche essere risultate tradite le aspettative, ma era il caso di mortificare i partecipanti? Si è tenuto conto che benché scadenti, in linea di massima, erano composizioni di dilettanti che comunque esprimono loro sentimenti? Ed ancora, se tra queste fetecchie si è deciso di farne emergere due, non era il caso di leggerle al pubblico, convenuto a teatro anche per ascoltare queste? Bah!!!!

Aggiunge la Commissione : “ in relazione alla serietà, dignità e prestigio del Premio…….è giunta alla unanime determinazione di non procedere quest’anno all’assegnazione del premio nella sezione Poesia”.

È come dire a fine gara, ai partecipanti ad un torneo o competizione sportiva,  che il titolo non viene assegnato , perché l’arbitro ritiene  non  soddisfacente il gioco espresso.

Se si voleva un targhet  diverso di partecipanti, non lo si può decidere a posteriori, ma già nella indizione bisognava inserire parametri selettivi. Bene fa quindi la Commissione giudicatrice a suggerire all’organizzazione di inserire “ appositi filtri ed intelligenti innovazioni procedurali”, che per il futuro non creino più situazioni incresciose, mortificanti criticabili come quelle verificatesi in questa edizione.

Certamente non è questo tipo di commento, il più adatto ad essere inserito nel quaderno della pro-loco; per cui se non verrà pubblicato in quando poco edificante per l’immagine del Premio, di certo non ne reterò dispiaciuto. Amo la mia Città, e tutte le iniziative intraprese per lei, quanto voi,  ed è proprio per questo amore che sono salito sul palco a ritirare il premio assegnatomi, controllando l’istinto iniziale di rifiutarlo ed aggiungendo una ulteriore assenza a quelle dei giurati, autorità ed invitati a posti riservati che avevano snaobbata la manifestazione. Cordialità

Gabriele Patruno   10/06/’16

risposta del prof. Paolo E. Trastulli per la Giuria:

In quanto estensore della Relazione della Giuria del Premio Letterario Nazionale “Umberto Bozzini – Città di Lucera” – Edizione 2016 – sento il dovere imprescindibile di replicare alle osservazioni avanzate dal signor Gabriele Patruno; e, naturalmente, solo per quel che riguarda i rilievi relativi al giudizio espresso dalla Giuria (e da me puntualmente riferito) in ordine ai lavori pervenuti nella sezione Poesia, dalla stessa definiti per unanime convincimento “francamente scadenti e generalmente inferiori alle giuste attese”.  [continua risp a Gabriele Patruno-PET]

risposta della Direzione:

Grazie per gli apprezzamenti. Circa i disappunti: … ritengo eccessivo lo spazio celebrativo dedicato alle opere del Bozzini …  Altri commenti pervenuti sono di parere opposto. Ma proprio l’articolo 1 del bando recita:incentivare, attraverso la conoscenza della figura e delle opere del grande drammaturgo e poeta di Lucera, la creatività di nuovi talenti esordienti …

La conoscenza di un autore si attiva in vari modi: convegni, relazioni, mostre documentarie, rappresentazioni delle opere … (il tutto già realizzato per riportare in auge l’autore tra i suoi concittadini), ma per chi non ha la possibilità di parteciparvi, non c’è migliore occasione contestuale per favorire tale conoscenza che la serata di chiusura del premio [continua risp a Gabriele Patruno-dir]

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“persistente invio di lavori di livello dilettantesco e/o generalmente scadenti o modesti”??? Non vi sembra di peccare di superbia? O, magari, pretendevate che resuscitassero Montale e Pirandello per poi partecipare al vostro concorso? Oltretutto non state mica a Roma o New York: state a Lucera, con tutto il rispetto per i lucerini. Ma guarda questi, invece di essere grati a chi vi invia le proprie opere permettendovi di perdurare negli anni.

Lupo Mannaro   11/06/’16

risposta del prof. Paolo E. Trastulli:

… Quanto poi alla e-mail anonima, firmata con il solo nickname di “Lupo mannaro” – sotto cui forse si nasconde un concorrente non lucerino (o che per tale vuol farsi passare) – a parte il nostro disprezzo … [continua risp. a Lupo Mannaro-PET]

risposta della Direzione:

Il nostro fine è quello di scoprire ed incoraggiare nuovi talenti per portarli alla ribalta e quindi al successo che si conquista, però, con l’impegno serio e lo studio costante, come hanno fatto i grandi cui lei fa riferimento. E in particolare il letterato a cui il premio è intitolato, personaggio di altissimo livello culturale, osannato a suo tempo in tutta Italia per le sue opere … [continua risp a lupo mannaro-dir]

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Sono tornata a Lucera dopo due anni in occasione di questo importante premio letterario sapendo già di respirare l’aria magica di questa città e di varcare con emozione e incanto la soglia del bellissimo Teatro Garibaldi . E infatti ho ritrovato la stessa magia in ogni luogo e in ogni momento della serata: un evento curato nei minimi dettagli, con una Giuria altamente professionale, con delle ottime e suggestive performance teatrali , con la musica e il bel canto della bravissima soprano Nadia Di Vittorio . Eccezionale e dolcissima poi la prof.ssa Lucianna Modola che animata da instancabile passione per l’arte e la letteratura ancora una volta dimostra grande capacità organizzativa.

Come scrissi due anni fa ,e ora ne sono ancora più convinta , credo che la città di Lucera debba essere orgogliosa di avere persone che si impegnano per valorizzare l’arte e la cultura in questo modo e per far conoscere alle nuove generazioni personaggi illustri come Bozzini.

Quest’anno ho avuto l’onore di ricevere la Menzione Speciale “Pia Apollonio Figliola” che mi ha veramente gratificato per le belle parole dette dal prof. Trastulli che ringrazio di cuore . E’ stata davvero un’esperienza emozionante e i ricordi di questa serata in una città d’ arte come Lucera li porterò sempre con me . E poi vorrei ringraziare tutti per l’accoglienza e l’ospitalità, in particolar modo Alberto ( credo si chiami così) di Palazzo D’Auria Secondo per la sua cordialità e disponibilità.

Pina Petracca   12/06/’16 

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CULTURA: PATRIMONIO DI UNA COMUNITÀ

Si parla di patrimonio anche in riferimento ai valori identitari che appartengono a una comunità. Ma se si scava, senza troppa fatica, si scopre che il termine patrimonio ha un significato molto più profondo, che travalica il più conosciuto concetto giuridico, per affermarsi come dimensione antropologica; una più complessa soddisfazione di bisogni immateriali.

Allora il patrimonio supera una nozione secolare per farsi appartenenza, ovvero comunione di valori che il “padre” ha il “dovere” di tutelare e trasmettere ai propri figli. In sintesi è un dare senso al “dopo di noi”.

Ma questo vincolo trascende il rapporto padre-figlio, perché il patrimonio non è “questione familiare”, riguarda una comunità che è viva e prospera perché si riconosce in un comune valore (o valori), e che riesce a farsi futuro pur guardando al passato.

In quest’ottica il Premio Umberto Bozzini, nelle intenzioni del suoi organizzatori, vuole proprio giocare un ruolo creativo nella tutela e valorizzazione del patrimonio intangibile che mette in evidenza la centralità del concetto di comunità locale. Si crea un premio per modellare una comunità. Non per creare univoco consenso, ma per riscoprire una comune radice. Allora è giusto parlare di patrimonio culturale perché riferito a un condiviso valore da parte di una comunità.

Ho avuto modo di scriverlo e dirlo in altre occasioni. Abbiamo necessità di ritrovarci come comunità, specie nel Mezzogiorno, dove sono ancora vive due anime: universitas e communitas, che rimandano alla contrapposizione tra mondo federiciano e mondo angioino. Ovvero tra processi di condivisione e modus vivendi, inteso come fruizione di uno stesso spazio urbano, dove si rende fisico ciò che è ideale. Così c’è il rischio di snaturare il concetto di comunità che, invece, rimanda contemporaneamente a un “dovere” e a un “debito” che ogni individuo contrae verso se stesso e verso gli altri. Munere fungor, avrebbero detto gli antichi padri.

E ritorniamo al punto di partenza.

Patrimonio e comunità sono uniti da uno stesso etimo. Sono facce di uno stesso conio; moneta che non conosce inflazione né deprezzamento, perché non è un valore aggiunto, ma è essenza stessa dell’esistenza degli individui.

Maurizio Tardio   20/06/’16

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Un ringraziamento sentito a tutte e a tutti per le splendide riflessioni, i lusinghieri apprezzamenti, i suggerimenti ed anche per le critiche – se costruttive -, scusandoci per qualche involontaria disattenzione. Auguri e arrivederci alla prossima edizione. Ad maiora.

la Direzione

Premio Letterario Nazionale Umberto Bozzini – 3ᵃ edizione – 2016

 

IL TERMINE  PER LA PRESENTAZIONE DEGLI ELABORATI E’ PROROGATO AL 26 MARZO

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scarica Bando PREMIO_BOZZINI_Bando_3ediz_2016

scarica Scheda PREMIO-BOZZINI_Scheda_iscrizione_2016

La scheda va scaricata, compilata e inviata via mail al sottostante indirizzo o per posta all’indirizzo indicato nella scheda –  info:

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Premiazione 2ª edizione

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Domenica 7 giugno ha avuto luogo la premiazione delle opere partecipanti alla 2ª edizione del Premio Letterario Umberto Bozzini – Città di Lucera.

Di seguito i nomi degli autori e delle autrici, con i titoli delle opere premiate e le motivazioni della Giuria.

Un sentito ringraziamento a quanti hanno voluto partecipare e in particolare a quanti hanno generosamente contribuito e collaborato per la buona riuscita dell’evento. Arrivederci alla prossima edizione.

FOTO  2ª ed.

VIDEO1 Mostra

VIDEO2 Premiazione

 

 

Sezione Teatro

1  Dileo Giulio – Riflesso in uno specchietto retrovisore – (Cerignola/FG)

2  Zecchillo Luca – Incontenibile smania di successo – (Canosa di Puglia/BAT)

3  Nessuno

Sezione Narrativa

1  Martire Annarita – Gabbie – (Lucera/FG)

2  Toppetta Alessandra – Perdono– (Anzio/RM)

3  Gelsi Nicole – Oltre il viaggio – (Casalnuovo Monterotaro/FG)

Sezione Poesia

1  Fontana Giusi – Campania felix – Lucera (FG)

2  Esposito Stefania – Di sotto in su – Montesilvano (PE)

3  Martire Annarita – Barbablu – Lucera (FG)

 

VALUTAZIONI ELABORATI VINCENTI SECONDA EDIZIONE PREMIO BOZZINI – 2015

TEATRO

“Riflesso in uno specchietto retrovisore”  (Giulio Di Leo – Cerignola)

Il monologo intende esprimere in modo alquanto originale un aspetto della condizione esistenziale attuale: quello in cui il protagonista avverte e vive una profonda solitudine. Il testo si pone sulla linea di un approccio problematico alla condizione dell’uomo moderno raccontando un vissuto notturno in cui la disperazione dell’abbandono si accentua nella mancanza di interlocutori che da ombre riescano a configurarsi come esseri viventi. Lo scritto si inserisce in un contesto drammaturgico di evidente modernità.

“Incontenibile smania di successo”  (Luca Zecchillo – Canosa di Puglia)

Il testo affronta un tema di grande attualità, quello dell’ossessione dell’emergere, del raggiungere il successo ad ogni costo. L’autore mostra capacità di costruzione dell’azione drammaturgica mettendo insieme una serie di colpi di scena, talvolta al limite della credibilità, che rendono accattivante la trama. Si coglie anche una certa buona caratterizzazione dei personaggi, anche se una certa prolissità allenta talora  la tensione drammatica.

NARRATIVA

“Gabbie”  (Anna Rita Martire – Lucera)

Il  racconto è ambientato nella nostra terra: la Daunia. Esso esprime in modo efficace alcuni spunti della complessità della vita, facendo riferimento al profondo disagio esistenziale che giunge fino ad un vero e proprio disturbo della personalità. In un maggio che esplode con le sue diverse vitalità, si descrive l’esperienza psicotica ed il conseguente senso di impotenza e di isolamento a cui è condannato il protagonista, costretto com’è nella sua gabbia fisica e psichica.

“Perdono”  (Alessandra Toppetta – Anzio)

Racconto breve e piuttosto incisivo, di intenso valore psicologico, in cui il rapporto con il padre si concretizza in una serie di ricordi e di riflessioni, al termine dei quali si colloca un risvolto morale e di compiuta riappropriazione degli affetti attraverso  una superiore capacità di reciproco perdono.

“Oltre il viaggio”  (Nicole Gelsi – Casalnuovo Monterotaro)

Lo scritto racconta  il valore di una amicizia colto in un frammento di vita. La nascita del sentimento si incardina e rafforza in un singolare rapporto basato sull’uso assiduo ed esclusivo dei modernissimi strumenti di comunicazione a distanza. Nel testo il filo conduttore sembra essere una sequenza numerica; i numeri scandiscono, infatti, quasi cabalisticamente i singoli episodi, sostituendone  i lemmi con una vera e propria simbologia numerica, la quale si trasforma in relazione significativa con i momenti fondamentali della esistenza della protagonista.

POESIA

“Campania felix”  ( Giusi Fontana – Lucera)

La poesia è una felice enunciazione del sentimento del ritorno vissuto come emozione della scoperta, per l’occasione quella  di un sud non più fermo su modelli culturali stereotipi. Un senso epico della descrizione irrobustisce la liricità mentre la contrapposizione tra i paesaggi viene risolta ed insieme sublimata da una superiore sensibilità. Ottimi i risultati ottenuti grazie ad un ben vigilato linguaggio, quotidiano ed autentico.

“Di sotto in su”  (Stefania Esposito – Montesilvano)

Poesia in cui una singola parola diviene endecasillabo. Questo passaggio è in una metafora, quella  del movimento degli occhi verso l’alto, atto a significare e a riscoprire parole non dette e sguardi non corrisposti in una intera stagione per quanto breve ed acerba. In sintesi esprime il sentimento, sottilmente drammatico, del tempo perduto, delle occasioni mancate, radici dell’inquietudine più diffusa se non proprio dell’infelicità.

“Barbablu”  (Anna Rita Martire – Lucera)

La composizione vuol essere ed è una vivace ed aperta denuncia della condizione femminile. Attraverso  i versi, di originale costrutto e dai ritmi impostati con accorta successione, si descrive mediante una compiuta allegoria la subìta violenza quotidiana della prevaricazione e del possesso maschili. Da cui si preannuncia non lontano l’affrancamento, freddamente preparato.

COMUNICATO 2ª EDIZIONE                          

Si sono concluse le operazioni di valutazione degli elaborati inviati dai concorrenti al Premio Letterario Nazionale Umberto Bozzini – Città di Lucera, 2ª edizione.

Ai vincitori e ai segnalati dalla Giuria, sarà inviata comunicazione tramite e-mail e/o SMS.

La Premiazione si terrà al Teatro Garibaldi in Lucera il 7 Giugno 2015 alle ore 20:30.

Nello stesso giorno, alle ore 11:00, sarà aperta nella Biblioteca Comunale una Mostra Documentaria sull’Autore.

Ospite d’onore della manifestazione serale sarà l’attore MICHELE LA GINESTRA.

Tutti sono invitati.

Lucera 20/05/2015

 

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Premio Letterario Nazionale Umberto Bozzini – 2ᵃ edizione – 2015

COMUNICATO

Per rendere onore alla memoria di PIA APPOLLONI FIGLIOLA, che tanto ha amato Lucera, divenuta sua Patria adottiva, la famiglia ha inteso intitolare al nome di lei, in occasione dell’Edizione 2015 del Premio Letterario Nazionale Umberto Bozzini – Città di Lucera, un riconoscimento aggiuntivo di Euro 400,00 e un attestato di merito da conferire, con insindacabile giudizio della Giuria del Premio Bozzini, all’opera ritenuta la più significativa per originalità di ispirazione.

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IL TERMINE  PER LA PRESENTAZIONE DEGLI ELABORATI E’ PROROGATO AL 31 MARZO

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Viste le numerose richieste pervenute, si dà la possibilità di partecipare al Concorso anche a tutti gli studenti delle Scuole Secondarie di Primo e Secondo Grado, non solo di Lucera, per i quali, ricordiamo, non è dovuta la quota di partecipazione.

Lucera 5 marzo 2015

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scarica Scheda premio_bozzini_scheda_iscrizione_2015  

La scheda va scaricata, compilata e inviata via mail al sottostante indirizzo o per posta (vedi 1ᵃ edizione). info: mail premiobozzini-mythos

Premiazione 1ª edizione

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Si è svolta sabato 7 giugno, in un clima di grande entusiasmo, la premiazione dei vincitori del Premio Letterario Umberto Bozzini – Città di Lucera, di seguito elencati col titolo delle opere.

Un caloroso ringraziamento a tutti per l’appassionata partecipazione e arrivederci alla prossima edizione.

pagina FOTO 1ª ed.

 

Sezione Teatro

Vincitori

1. Bagnato Enrico – Triangolo Malatesta – (Bari)

2. Dileo Giulio – Processo ad Andrea Cicchetto – (Cerignola/Foggia)

3. Lanaro Cristina – Maria di Magdala – (Thiene/Vicenza)

Menzionati

1. Zilioli Andrea – Viaggi di sola andata – (Fontanellato/Parma)

2. Pellegrino Pinuccio – Il castigo insegna – (Corigliano Calabro/Cosenza)

 

Sezione Narrativa

Vincitori

1. Nava Domenico – Il tempo d’un caffè– (Reggio Calabria)

2. Del Duca Davide – Cara Maestra – (Lucera – Jena/Germania)

3. Del Vecchio Maria – Serafina e l’albero di pesco – (Lucera/Foggia)

Menzionati

1. Martire Anna Rita – Nero di luce – (Lucera/Foggia)

2. Centra Grazia Rosa – Nostos – (Foggia)

 

Sezione Poesia

Vincitori

1. Petracca Pina – 27 gennaio – (Surano/Lecce)

2. Ariano Marcello – Paese di Collina – (Foggia)

3. Ex-equo :

Morelli Giulia – Immaturità Classica – (Brescello/Reggio Emilia)

Balducci Chiara – Metapoesia – (San Ferdinando di Puglia/BT)

Nessun Menzionato

 

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Le prime impressioni pervenute

Credo che la serata di premiazione del Premio letterario “U. Bozzini” sia stata veramente una manifestazione curata nei minimi dettagli, dalla professionalità della Giuria agli ospiti, alle performance teatrali, alla musica! Tutto eccezionale!

La presenza di personaggi di alto spessore culturale ed artistico quali, tra gli altri, il prof. De Martino, lo scrittore Raffaele Nigro, il giornalista RAI Sergio De Nicola e il grande Michele Placido hanno reso l’evento unico e speciale.

E che dire della maestria della prof.ssa Lucianna Modola dell’Associazione Mythos? Grande capacità organizzativa insieme ai suoi collaboratori ed evidente passione per l’arte, la letteratura, il teatro e la poesia. Ricordare in questo modo il grande Bozzini le fa veramente onore!

Credo che la città di Lucera debba essere orgogliosa di avere persone che si impegnano per valorizzare l’arte e la cultura in questo modo.

Lode anche a tutti gli Enti che hanno collaborato, dal Comune di Lucera, all’Unesco, alla Pro Loco. Quando c’è collaborazione i risultati non possono che essere eccellenti.

Aver ricevuto il primo premio con una mia poesia in questo concorso è per me motivio di orgoglio e grande soddisfazione! E poi avere avuto modo di visitare una città d’arte come Lucera è stato davvero importante!

Grazie a tutti voi per l’accoglienza e l’ospitalità dimostratami!

Pina Petracca

*

Desidero esprimere le mie congratulazioni per lo svolgimento della Serata della Premiazione, in modo particolare per l’elevata qualità e lo spessore culturale della Giuria e del Presentatore. La manifestazione è stata condotta in maniera magistrale, con i giusti tempi e una varietà di offerta artistica notevole. Belle le Muse, efficaci i momenti di attori e lettori, eleganti gli intermezzi musicali.
La presenza di Michele Placido, poi, è stata un’ulteriore perla; personaggio noto in tutto il mondo, illustre conterraneo, ha saputo regalare al pubblico una presenza sincera, intensa e di grande autenticità.
Esprimo pertanto le mie più sentite felicitazioni all’Associazione Mythos, con l’augurio che il Premio possa diventare parte integrante della vita di Lucera anche negli anni a venire, nella convinzione che, al di là dei riconoscimenti e delle classifiche (nell’arte non può esistere l’oggettività assoluta!), ogni persona che scrive, suona, danza, dipinge, ha dentro un’energia particolare e qualcosa di unico da comunicare.
Mettere “in gara” la proprie emozioni è sempre un atto di grande coraggio; e dunque, alla fine siamo tutti vincitori.

Anna Rita Martire

*

Appena sono entrato nel Teatro Garibaldi ho capito subito che sarebbe stata una serata speciale: lo splendido ambiente e la magnifica cornice di pubblico facevano si che l’aria stessa che si respirava fosse carica di sensazioni positive, di arte, di cultura, di… “bellezza”.

In questo contesto mi sentivo quasi a disagio – io che per puro diletto ed amore per il Teatro mi sono cimentato per la prima volta nello scrivere un testo che rispecchiasse il mio tipo di ironia – tant’è vero che non ho voluto sedermi nelle prime file come suggerito dagli organizzatori ma ho preferito trovare un posto un po’ più defilato, in una sorta di pudicizia e rispetto per l’Autore che si celebrava.

Poi la serata è iniziata ed è stato per me un continuo crescendo emozionale: la danza, la musica, la poesia, il teatro… erano tutte perle  che si inanellavano per formare una collana artistica che ha avuto la gemma centrale nella presenza – sublime nella sua semplicità – di un artista al pari di Michele Placido.

Man mano che il programma proseguiva aumentava in me l’orgoglio e la gioia di essere chiamato a farne parte e credo che questo sentimento sia stato condiviso da tutti i premiati, che hanno visto riconosciuto ed apprezzato il tempo ritagliato tra gli impegni quotidiani e dedicato ad una passione ed alla voglia comune di comunicare col linguaggio dell’arte.

Impossibile restituire ad Umberto Bozzini tutti gli anni d’oblio, ma credo che gli organizzatori gli abbiano dedicato un tributo degno del suo valore.

Grazie a tutti gli organizzatori.

Andrea Zilioli

 *

Gent. Sig. Monti,
sono appena rientrato a casa, ma non voglio sottrarmi al suo invito.
E’ stata una serata magnifica, ben organizzata e ben condotta. Impreziosita dalle performance delle ballerine, dei musicisti e dei giovani attori, che ci hanno regalato bei momenti di arte lirica e teatrale.
Che dire della presenza di Michele Placido? Lui è un mito per tutti noi che facciamo teatro, anche se solo per diletto.
Interessante la mostra sul Bozzini, che onestamente non conoscevo.
Bravi e grazie di tutto, anche per l’accoglienza e l’assistenza che ci avete riservato. Perfetta.

A margine, se posso esprimere una osservazione, mi sarebbe piaciuto avere un giudizio anche sulle nostre opere. Almeno io avrei voluto sapere cosa è piaciuto e cosa invece faceva difetto. Ma questo forse esula dal tipo di manifestazione. Io sono un neofita nelle partecipazioni a premi e cose del genere e, come tale, non so bene come si svolgono. So però che ho bisogno di giudizi, per poter migliorare i miei lavori. Perdonate comunque la mia indiscrezione.
Auguro alla vostra associazione e al premio Bozzini un futuro ricco di soddisfazioni.
Cordialmente

Pinuccio Pellegrino.

*

Innanzitutto ho scoperto Lucera, una città che sa valorizzare i suoi cittadini illustri, disseminata di monumenti e targhe che ne ricordano il valore culturale.

Poi ho conosciuto gli Organizzatori del Premio, contagiosi nella loro passione per tutte le forme d’arte che onorano e arricchiscono l’uomo.

Molto interessante la Mostra di manoscritti di Umberto Bozzini, esposti presso la Biblioteca, a testimonianza della vasta e varia produzione letteraria del grande intellettuale.

La serata, ospitata nel prezioso teatro Garibaldi, ha lasciato il ricordo di una grande festa delle arti.

Oltre alle premiazioni, valorizzate dalle sapienti interviste dell’abilissimo conduttore, c’è stato spazio per intense interpretazioni teatrali, per suggestivi interventi musicali e di danza. Coinvolgenti gli approfondimenti dei prestigiosi ospiti.

Perfetta ed elegantissima padrona di casa l’instancabile prof.ssa Lucianna Modola.

Bello, infine, il clima di fraterna complicità che si è creato tra premiati e menzionati durante i numerosi “giri di pizza” con cui si è conclusa la serata.

Grazie a tutti voi per l’ospitalità e per l’entusiasmo che riuscite a trasmettere.

Cristina Lanaro

*

E’ un mattino diverso. Rientro a Reggio Calabria con dentro le sensazioni condivise assieme agli altri autori partecipanti al vostro Premio Bozzini. Un mattino arricchito dal piacere d’una manifestazione che posso definire sicuramente stupenda, per la capacità organizzativa e il valore della prosa e degli spettacoli offerti dai vostri protagonisti. Le nostre vite hanno bisogno della passione e della tenacia per consegnare le memorie degli autori locali. Ho visitato e conosciuto una Lucera incantevole per i suoi borghi e la sua storia che nel teatro Garibaldi ha fatto rivivere, grazie al vostro spettacolo, il piacere della gente che dovrebbe conservarsi e moltiplicarsi in tante altre occasioni. Ve le auguro e sarò felice di associarmi. Un saluto ad ogni autore conosciuto ed ad voi che avete cura delle memorie letterarie.

Domenico Nava

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Purtroppo, trovandomi all’estero per motivo di studio, non ho potuto essere presente alla cerimonia di premiazione che si è tenuta il 7 Giugno. Tuttavia, i miei genitori, che hanno ritirato il premio a nome mio, e che ho sentito subito dopo la cerimonia, hanno espresso il loro più vivo entusiasmo: mi hanno parlato di una serata bellissima, ben organizzata e interessante anche per chi, come loro, non è abituato alla fruizione di contenuti poetici e teatrali. Il loro augurio, al quale calorosamente mi unisco, è che queste iniziative non restino isolate, ma che diventino regolari appuntamenti annuali, capaci di dare l’opportunità a tutti, giovani e meno giovani, di poter esprimersi al meglio, di raccogliere nuovi stimoli e di dimostrare che la cultura non è morta.

Un cordiale saluto,

Chiara Balducci

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Cogliendo l’occasione per ringraziare per la gentilissima ospitalità, volentieri aderisco al Vs. invito con il seguente contributo:

Il Premio Bozzini è stato organizzato in modo efficiente, rispettando puntualmente modalità e tempi indicati nel bando del concorso. La serata di premiazione è risultata ben programmata e svolta in modo elegante e coinvolgente. La composizione della competente Giuria ha rappresentato garanzia ulteriore di serietà e credibilità. Tutto questo – unitamente all’esito felice del concorso e in considerazione della numerosa ed eterogenea partecipazione – ha costituito motivo di gratificazione e stimolo a continuare nella produzione di lavori teatrali e quindi a reiterare la partecipazione al prestigioso Premio Bozzini, che rappresenta altresì occasione di identificazione culturale per la città di Lucera con risonanza sull’intero territorio nazionale.

Cordiali saluti.

Giulio Dileo